L'ALEPH

“GAZA. RESTIAMO UMANI” di Vittorio Arrigoni, pp. 127, Manifestolibri.

“ Invisibile” di PAUL AUSTER. pp 223. EINAUDI

Un colpo di vento, FERDINAND VON SCHIRACH, pp. 237, Longanesi

Il penalista Berlinese Ferdinand von Schirach, noto in Germania per aver difeso personaggi famosi, è entrato nella schiera degli scrittori e l’ha fatto subito in grande stile. Il suo primo libro dal titolo tedesco Verbrechen, in Germania è diventato un beststeller nel giro di pochi mesi: in occasione della Frankfurter Buchmesse, i diritti alla pubblicazione sono stati acquistato da 20 editori di tutto il mondo così come quelli per girarne un film. Ora l’autore è uscito in Italia con il titolo Un colpo di vento, tradotto da Irene A. Piccinini e pubblicato per i Tipi della Longanesi: in 11 interessanti racconti dallo stile asciutto, laconico e sobrio, von Schirach attinge dalla sua ricca esperienza professionale di casi penali e narra storie vere che ci permettono di guardare nei più profondi abissi della natura umana.
“ Meccanica celeste”, MAURIZIO MAGGIANI, pp 312 – Feltrinelli

"Scene dalla vita di un villaggio”, di Amos Oz, pp 148 – FELTRINELLI

“ SUTTREE” di Cormac McCarthy. pp 560, EINAUDI

“ Tre donne”. Robert Musil. pp. 212 EINAUDI

In “Tentazioni della silenziosa Veronica”, anche lei impegnata in un triangolo mentale, c’è l’attrazione per Johannes, che parla di “ un orizzonte nuovo, impenetrabile, carico di una strana tensione” che lui tratta come “ un presentimento di un tutto”. Nello stesso tempo “la vicinanza in casa di Demeter l’aiutava e la metteva in difficoltà”. Non pochi studi hanno insistito nella esplosione dei costumi sentimentali e nel rimaneggiamento dell’Io che si verifica nella cultura che precede la prima guerra mondiale (Cfr. Schorse, Glaser, Huguet ): lo stesso Musil, nella sua grande opera “L’uomo senza qualità”, memore della dottrina erotica di Platone adotta una soluzione paradisiaca. Qui conduce invece direttamente agli inferi. Con questi racconti inediti e acuti ci lascia un’idea dell’individuo che comincia a relativizzare la nozione di divieto e che si lascia trascinare e sommergere dagli istinti.
“ ALTAI”, Wu Ming. pp. 411. Einaudi

"Forse il vento", di Massimo Novarin, pp 464, Robin Edizioni 2009

“ Sorella, mio unico amore” di Joyce Carol Oates. pp 667, Mondadori

Con questo romanzo la Oates conferma di possedere una fervida immaginazione ed una grande capacità di scrittura. Usando sapientemente la voce e la prospettiva di Skiler, prima bambino di nove anni e poi ragazzo di diciotto, la scrittrice dipinge la vita ipocrita di una famiglia benestante dell’area rurale – suburbana di Fair Hills nello Stato del New Jersey. Una famiglia costantemente in tensione tra conformismo e smodate ambizioni, in un mondo che ha fatto della corsa alla notorietà fin nella sessualizzazione dell’infanzia una forma esistenziale. Attraverso lo sguardo penetrante della Oates viene descritta una cittadina tranquilla e nello stesso tempo crudele, dove la scala sociale si misura per dimensioni delle abitazioni, conti in banca, cilindrata dei fuoristrada ,abiti firmati, costose frequentazioni di sofisticate palestre e centri benessere. Il monologo di Skiler rivela la paradossale ambiguità della vita psichica : nella sua famiglia c’è tutto, una mamma Betsey, “che non vuole sempre bene”, un papà Blix Rampike, somigliante ad Arnold Schwarzenegger “reaganiano da cima a fondo”, una sorellina Edna Louise, poi chiamata Bliss, che dopo un incidente che porta alla zoppia Skiler, come in una macabra fiaba dei fratelli Grimm diventa, all’età di quattro anni, l’amatissima campionessa nazionale della danza sul ghiaccio. Interessante ed affine la carrellata di bambini del luogo, affetti dai più vari disturbi psichici e consumatori dei più raffinati farmaci, le tipologie delle donne, prevalentemente di taglia quarantadue, o di maschi yankee, cordiali e gioviali, o rudi e spavaldi come bisonti. Ogni riga è un colpo di coltello affilato. Formidabile la scrittura: le invenzioni stilistiche, le note a piè di pagina, i soliloqui di Skiler. Il romanzo, forse un po’ troppo lungo, è dedicato specificatamente a quel nuovo sogno della vita americana,chiamato celebrità, e narra come Bliss, Bix, Betsey, perfino Skiler, vengono trascinati nella scia della giovane campionessa, “ come pezzi di carta nel vortice d’aria prodotto dallo sfrecciare di un camion a rimorchio”. E, ancora, come il successo della pattinatrice viene fatto rientrare nella vita della famiglia che, tutte le domeniche, con grande soddisfazione, va a messa alla Trinity Episcopal Church. A dir poco avventurosa e drammatica la parte centrale, in cui Bliss viene trovata morta. Un pedofilo, incolpevole, viene incriminato. La famiglia si sfascia. Poi, frammenti di cronaca si mescolano con l’indagine sui sentimenti famigliari. Il lettore, che deve aspettarsi l’incredibile, viene coinvolto in una vicenda edipica, viene messo a parte della crisi della moderna famiglia benestante americana, immagina i fratelli Coen tradurre questo romanzo in film.
Remo Zanella
“ Il peso della farfalla” di Erri De Luca, pp. 70. FELTRINELLI

“Il canto delle manere” di Mauro Corona, Mondadori 2009 , pp. 411

“ Lotta di classe”, di Ascanio Celestini. Pagg. 229 – EINAUDI

“ LA CHIESA DEL NO”, di Marco Politi, pagg. 356. Mondadori

Magda Szabò “ Via Katalin”, pagg. 198 – Einaudi

“ Il continente invisibile” di Jean Marie Gustave Le Clèzio, pp 126, Instar-libri

Remo Zanella
“ Go down, Moses” di William Faulkner, pp. 367, Einaudi

“ La figlia dello straniero” di Joyce Carol Oates, pp. 670, Mondadori

“ Il pane di ieri” di Enzo Bianchi, pp. 114 – Einaudi

Prendi un ambiente come quello del Monferrato. Facci nascere un uomo in una povera famiglia contadina. Portalo nell’alto Piemonte tra prati e fitti boschi, osservalo mentre fa crescere e fiorire il Monastero di Bose. Aggiungici la sapienza coltivata in anni e anni di studio e meditazione. Chiedigli di ricordare una frase breve di forma lapidaria o sentenziosa, o parole antiche che evocano i costumi sociali o il senso della vita per riportarle nella quotidianità attuale. Troverai dei racconti lievi e pieni di senso. Padre Enzo Bianchi con il suo ultimo libro “ Il pane di ieri”, dimostra di essere pienamente padrone delle espressioni idiomatiche e dei temi più importanti legati al patrimonio della civiltà contadina. Rimane subito impressa la frase lapidaria “ Fare il proprio dovere a costo di crepare”, ovviamente scritta in dialetto del Monferrato, alla quale fa seguito una più meditata “ Senza esagerare”. Bianchi, insieme ad altre, la definisce un magistero umano. Tra le seconde eccellono quelle riferite al cibo. Qui troviamo una piccola lezione antropologica sui prodotti, sulla cucina e la tavola come luoghi di umanizzazione e di convivio. Lì si intrecciano acqua, fuochi, aromi, prodotti commestibili, scambio con culture più lontane. Basti pensare all’olio, al sale, alle acciughe. In questo ambito si rivelano preziose le lezioni sul pane e sul vino. Il primo come simbolo della natura e della vita dura. “ L’uomo trae il pane dalla terra” narra con forza evocativa il salmo 104. E la civiltà del Mediterraneo ci insegna Bianchi, ha sempre accostato il pane ad un altro frutto della terra e del lavoro umano: il vino. Anche qui, il dono accanto all’essenziale, la gioia accanto alla sostanza. Ma se fino a sessant’anni fa, l’esistenza umana era gremita di questi simboli, oggi, purtroppo, nel linguaggio c’è poco di sacro e l’anima ha meno sapore. Questo monaco ci aiuta a capire che quello che è avvenuto non è stata la vittoria della laicità. E’ stato un impoverimento.
Uomo nel buio, di Paul Auster, Einaudi, pp 152

“ Il libro di mio fratello”, di Bernardo Atxaga, Einaudi, pp. 393

Remo Zanella
Lontano da Gerusalemme, di Giulio Busi, Einaudi 2003, pp 190

Rossovermiglio, di Benedetta Cibrario, Feltrinelli 2008, pp 212

“L’ottava vibrazione”, di Carlo Lucarelli, Einaudi, pp. 462

"Il capitalismo ha i secoli contati", di Giorgio Ruffolo, Einaudi 2008 , pp. 259

Cosa sono: il Kula ,il Potlach, il Karum e cosa li lega?
“ La porta”, di Magda Szabò, Einaudi, 2005. pp. 248

“Emerenc, ad un certo punto non volle più arricchire il proprio spirito e prese una decisione simile a quella del capitano Butler in Via col vento. Anche lei come l’eroe senza scrupoli del romanzo non volle più rischiare il cuore per nessuna causa e per nessun altro essere umano”.
Nel personaggio della padrona di casa si intuisce la vicenda autobiografica della scrittrice, colta ed affabile, che se dapprima si mantiene ad una certa distanza dagli altri, poi, per cerchi concentrici, attraverso la relazione con la figura principale del romanzo, la vecchia e generosa Emerenc dedita alle pulizie di casa, approfondisce se stessa e si apre al mondo.
Due esistenze preziose quanto distanti l’una dall’altra, due donne che, nonostante i conflitti, i fraintendimenti, le parole non dette e quelle dette di troppo, alla fine lasciano che la porta si apra e che l’intelligenza si incontri con il cuore.
Scrittrice raffinata e mai ampollosa, come nella migliore tradizione culturale del centro Europa da Kafka, a Schulz a Hrabal,
"Grand River", di Wu Ming, Einaudi, pp. 214.

"Una parentesi luminosa", di Marella Caracciolo Chia, Ed. Adelphi, pp. 177
